"Gli animali hanno questo compito verso l’Uomo, far da specchio alla
nostra anima, nei pregi e nei difetti, nel dolore e in tutta la sua
potenzialità di crescita e evoluzione, riconoscendo la totalità nella quale
sono naturalmente, compenetrati, e alla quale l’Uomo deve riconnettersi
coscientemente..."
Marina Menichelli
“Individuare il disagio
nell’animale”
Per meglio comprendere le origini di una patologia (fisica o
comportamentale) in un animale, è utile - se non addirittura necessario -
tener conto delle prerogative etologiche di ciascuna specie.
Nell'analizzare l'origine del disagio, è senz'altro d'aiuto la conoscenza
delle naturali esigenze dovute all'unicità di quella specie, (o a volte alle
differenze sostanziali di ogni particolare razza all'interno della specie
stessa), allo specifico posto che occupa all'interno dell'ecosistema
archetipico - cioè al progetto della natura che si trova ad incarnare - in
relazione alle condizioni attuali ed oggettive di vita, e gli eventuali,
"compromessi" che il soggetto deve accettare vivendo in un ambiente più o
meno domestico, o comunque lontano dal suo habitat.
Spesso la formazione antropocentrica, o il contesto sociale in cui siamo
chiamati ad operare, ci porta a sottintendere o sottovalutare questo
concetto basilare.

La forma di vita "umana" è solamente una della vasta comunità terrestre, ma
la nostra presunzione, di Tolemaica memoria, ci porta a decretare la nostra
percezione della vita stessa, come l'unica legittimabile sul pianeta,
portandoci a filtrare attraverso questo fittizio e limitato metro di
giudizio, ciò che è giusto o sbagliato, intelligente o stupido, malato o
sano nelle altre manifestazioni della vita.
Per rendere più chiaro il concetto, basta pensare a quante volte attuiamo
questo procedimento mentale anche con etnie diverse dalla nostra, di cui non
ci fermiamo a capirne la storia, il territorio, le interazioni sociali, la
religione, il linguaggio; non siamo in grado di comprendere un altro essere
umano, figuriamoci un animale!
Dobbiamo aprirci a chiavi di lettura diverse per arrivare alla soluzione del
rebus; la nostra visione a "canna di fucile", tipica peraltro di un
predatore, ci porta ad ignorare tutti quegli elementi che sono
indispensabili alla decodificazione di un "messaggio senza parole".
La lettura comportamentale della creatura che vogliamo trattare, perciò, è
basilare per individuare il disagio, evitando di proiettare interpretazioni
personali dei sintomi scaturiti dalla dicotomia fra le sue basilari esigenze
e ciò che vive materialmente, in altre parole - quelle del Dr. Bach
precisamente - la sconnessione tra il suo Sé spirituale (che ha il progetto
di sperimentare quella particolare condizione di vita per la sua evoluzione)
e la personalità, (che vive condizioni spesso contrastanti con il progetto).
La difficoltà maggiore che troviamo, con gli animali, purtroppo a volte è
rappresentata dal proprietario stesso, che impone regole di vita non
adeguate, che riversa un disagio psicologico sulla povera creatura, lo
soffoca emotivamente, o che semplicemente trasmette empaticamente le proprie
tensioni. Se nel regno degli esseri umani soltanto noi abbiamo il potere di
"liberare e guarire noi stessi" da scelte, schemi e condizioni che non ci
corrispondono, con gli animali il processo si complica, perché dobbiamo
sempre tener conto della relazione con gli umani in cui sono impegnati che,
come abbiamo già visto è la loro missione, ma può anche diventare la loro
prigione al tempo stesso. Questo aspetto è fondamentale nella scelta del
rimedio più appropriato, poiché pochi avranno la fortuna di seguire animali
in completa libertà, dove non vi sono mai grandi alienazioni da curare, ma
solo esigenze molto ben individuabili (là dove non vi sia la mano
dell'uomo). In tutti gli altri casi, sarà proprio l'ambiente umano a
scatenare squilibri più o meno profondi, e sarà necessario una scrematura
vera e propria fra ciò che riferisce il referente e quello che esprime
l'animale, non perché sia falso quello che riporta, ma perché è probabile
che lo stia interpretando a suo modo; spesso amiamo molto ma in modo
sbagliato, e non diamo ai nostri compagni di viaggio ciò di cui hanno
veramente bisogno …

Per riuscire a percepire la visione del mondo di un cavallo, di un cane, o
di un gatto oltre ad una basilare, seppur minima, decodificazione etologica,
è importante riconoscergli una propria dignità di pensiero ed emozioni,
iniziando ad osservarli con mente e cuore aperto, senza inquinamenti di
quell'arroganza che ci porta a misurare tutte le altre forme di vita,
secondo la nostra umana e limitata razionalità.
Proprio come faremmo per un popolo straniero, dapprima è sufficiente - e
comunque necessario - conoscere il suo ambiente naturale, le origini, la
storia, come si è sviluppato nel corso dei secoli, il perché del suo
aspetto, l'alimentazione, la struttura sociale, e le interazioni con
l'ambiente che lo circonda e gli altri esseri viventi. In Natura tutto tende
al "Risparmio" e niente, quindi, è casuale! Ogni dettaglio, forma fisica,
atteggiamento, ha un suo intrinseco significato, apportatore di notizie
chiarificatrici per tutti noi; sia che siamo terapeuti o (ruolo ancora più
importante) loro compagni di viaggio. Con l'applicazione, così, di semplici
principi etologici generali, è possibile ottenere non solo migliori
risultati nell'allevamento e addestramento, ma un certo stato di benessere
in quegli animali che vivono a stretto contatto con l'uomo, lontani quindi
dal proprio ambiente naturale. Cercando, infatti, di favorire la
manifestazione di comportamenti naturali, è possibile ottenere una migliore
interazione uomo - animale prevenendo oltretutto l'insorgere di vere e
proprie patologie comportamentali che, se ignorate, con il passare del tempo
potrebbero radicarsi nel corpo fisico come malattie.
E' necessario imparare a guardare con curiosità ed umiltà, perché se è vero
che gli input sono gli stessi per tutte le creature del pianeta (o almeno
quelle evolute), come paura, amore, fame, sesso, etc., è vero anche che la
loro manifestazione è diversa di specie in specie, e spesso anche fra le
persone stesse (da qui l'enorme contributo che l'Etologia ha dato sovente
nell'ambito sociale umano).
In questo momento di grande difficoltà per tutto quello che riguarda la
comunicazione e accoglienza di ciò che è diverso da noi, imparare a
rapportarsi in modo eticamente sostenibile con gli animali e l’ambiente,
oltre ad essere una buona scuola di vita, è senz'altro una meta necessaria
per l'evoluzione stessa dell'uomo, che ha il dovere di compiere il primo
passo per ristabilire l'antica alleanza con il pianeta, in virtù del vertice
che occupa nella scala evolutiva, non solo secondo le teorie
evoluzionistiche, ma come stati di coscienza.
“Da Anima ad Anima”

Formazione permanente sull'utilizzo dei rimedi floreali con gli animali per
approfondire, sotto molteplici aspetti, questo estremamente specifico campo
d'azione. Gli incontri sono condotti da Marina Menichelli in collaborazione
con medici veterinari ed esperti nel settore.
Gli interessati possono costruirsi l’iter formativo frequentando i vari
stage nell’ordine e nei tempi più consoni alle proprie esigenze, tenendo
presente che una vera formazione necessita di una visione estremamente ampia
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impegnati nella relazione con l’uomo. Il seminario intende aprire una serie
di eventi formativi dedicati alla conoscenza e all’utilizzo dei Rimedi
floreali con gli animali, e a questo scopo affronta le tematiche
fondamentali per una corretta osservazione e lo studio delle possibili
motivazioni alla base del disagio emotivo. Prenderemo in considerazione,
oltre al disagio emotivo/comportamentale animale, anche la relazione con gli
esseri umani visto che, nel caso degli animali domestici, i problemi sono
strettamente collegati all’interazione con l’uomo. (80 ore)

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38 Fiori di Bach negli animali impegnati nella relazione con l’uomo. (70
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animali: verso una nuova etica della vita. (10 ore)
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delle varie specie e all’individuazione delle possibili motivazioni alla
base del disagio emotivo negli animali domestici, selvatici ed esotici.
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domestici: la relazione con gli esseri umani e i problemi collegati
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altri sistemi floreali (Fes, Aum Himalaya, Bush Flowers, Deva), con gli
animali. (40 ore)
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clinica veterinaria. ( 80 ore)
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strumento. L’animale nel sociale (8 ore)
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fauna selvatica. (40 ore)
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ossessivi. (8 ore)
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benessere negli allevamenti. (24 ore)
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Il presente programma è indicativo e nell’ordine di esecuzione degli
eventi proposti, e sottoposto a possibili modifiche, rivolte ad un
continuo miglioramento della proposta formativa.
Gli incontri sono condotti da Marina Menichelli con la collaborazione di
medici veterinari, psicologi, erboristi, biologi, e altri esperti nel
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Tutti gli eventi sono patrocinati e certificati da “Accademia Centaurea”
Associazione Italiana Ricerca Rimedi Floreali
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